LA GESTIONE DEI CARICHI PESANTI NEI MAGAZZINI MODERNI

“Logistica 4.0” non vuol dire necessariamente automatizzazione di tutte le attività che si svolgono in un magazzino. L’uomo continua (giustamente) ad essere al centro di molte delle attività logistiche, pertanto diventa essenziale porre la giusta attenzione ai temi di ergonomia e sicurezza. Ma lavorare in maniera ergonomica significa inevitabilmente accettare una perdita di produttività? Quali strumenti possono essere utilizzati per alleviare gli sforzi nella gestione dei carichi pesanti?

L’attenzione all’ergonomia e al benessere dei lavoratori

Nonostante si parli ormai da anni di “Logistica 4.0” e “Smart Logistics”, l’uomo continua (giustamente) ad essere al centro delle attività e dei processi logistici, in particolare all’interno del Magazzino, ed è forse anche per questo che risulta sempre più crescente l’attenzione delle Aziende ai temi dell’ergonomia e del benessere dei lavoratori.
L’ “ergonomia” si occupa dell’adattamento delle condizioni di lavoro alle capacità e alle caratteristiche del lavoratore e delle possibilità di adattamento dell’uomo alle mansioni che è chiamato a svolgere. Una cattiva organizzazione del posto di lavoro può arrecare danni fisici al lavoratore, indipendentemente dal settore di appartenenza, ed eventuali danni fisici si ripercuotono sul rendimento del lavoratore, il quale può anche restare lontano dal lavoro per lunghi periodi.
Secondo l’Inail, a fine dicembre 2020 oltre 44 milioni di lavoratori in Europa (quasi 1 su 6) presentavano disturbi muscolo-scheletrici (DMS) causati dal proprio lavoro. Sempre a livello europeo, il 60% delle malattie professionali sarebbe riconducibile proprio a DMS (al secondo posto si trovano malattie da stress lavoro-correlato) e il trend crescente di queste patologie sembra inarrestabile. Da un punto di vista sociale ed economico, le conseguenze dei DMS sono pesantissime, sia per i lavoratori, ai quali procurano sofferenza personale e possibile riduzione di reddito; sia per i datori di lavoro, perché riducono l’efficienza aziendale; ma anche per il Paese nel suo complesso, perché incidono sulla spesa sanitaria e previdenziale.

Prevenire i disturbi muscolo-scheletrici

La prevenzione di queste malattie, mediante la riduzione delle esposizioni è possibile, riducendo l’esperienza di disabilità dei lavoratori e producendo al contempo significativi risparmi per i datori di lavoro. Le direttive europee, le strategie dell’UE in materia di sicurezza e salute sul lavoro, i regolamenti degli Stati membri e le linee guida sulle buone prassi riconoscono già l’importanza della prevenzione dei DMS.
La norma UNI ISO 11228-1, relativa al sollevamento e trasporto manuale di carichi, consente ad esempio di calcolare un indice di rischio che tiene conto delle condizioni reali, considerando tutti i fattori eventualmente presenti in una determinata attività lavorativa, e di ricavare il peso massimo movimentabile. Nello specifico tale norma suggerisce di utilizzare, come peso massimo in condizioni ideali, 25 kg per i maschi e 15 Kg per le femmine, se si vuol salvaguardare la salute del 90% della popolazione adulta sana.
Un'altra metodologia è quella che deriva dalle direttive NIOSH (National Institute for Occupational Safety and Health), che permettono di valutare le azioni di sollevamento manuale di carichi, determinando per ogni azione di sollevamento il cosiddetto peso limite raccomandato attraverso una equazione che, a partire da un massimo peso sollevabile in condizioni ideali (costante di peso di 23 kg che protegge il 90% degli uomini ed il 70% delle donne), considera l’eventuale esistenza di elementi sfavorevoli e tratta questi ultimi con appositi fattori di demoltiplicazione.

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La manipolazione dei carichi in Magazzino

Nell'ambiente di magazzino, quasi sempre i dipendenti sono ancora responsabili dell'esecuzione di compiti fisicamente impegnativi, come il sollevamento di carichi pesanti, ma come comportarsi allora in queste situazioni, specialmente laddove sia inevitabile manipolare merce di peso superiore alle varie indicazioni sopra citate? Lasciar manipolare carichi pesanti agli operatori significa imporgli degli sforzi che inevitabilmente si ripercuotono sulla produttività, perché a fine giornata la resa delle persone non potrà essere ottimale, senza contare gli infortuni e le conseguenti assenze dal lavoro; allo stesso tempo, imporre regole quali la manipolazione dei carichi da parte di più persone in contemporanea significa accettare un maggiore impegno del personale (e quindi una minore produttività complessiva). Come risolvere allora il dilemma?

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Una soluzione dal mercato: gli esoscheletri

È proprio in questa direzione che negli ultimi anni si stanno imponendo sul mercato gli esoscheletri passivi, ovvero dispositivi indossabili che - sfruttando un meccanismo passivo di molle pretensionate che compensa l’azione della forza di gravità – forniscono un supporto ergonomico a chi li indossa quando si sollevano carichi pesanti o quando si lavora in posizioni inappropriate. Non si tratta, quindi, di dispositivi che aumentano la forza dell’operatore, bensì che permettono di ridurre la fatica e la tensione nel collo, nelle spalle, nelle braccia e nella schiena, sostenendo la parte superiore delle braccia di chi li indossa.
Gli esoscheletri passivi, dunque, supportano il corpo solo con l'ausilio di componenti meccanici, quali molle, guide e pesi, non disponendo di un azionamento controllato attivamente. I carichi vengono assorbiti dalla struttura di supporto e trasformati in energia o deviati a terra.
Oltre a ridurre lo sforzo, gli esoscheletri passivi promettono, quindi, di ridurre infortuni sul lavoro e malattie professionali, prime fra tutte quelle a carico del sistema muscolo-scheletrico. Queste ultime sono infatti le più frequenti, pari al 68% di tutte le malattie professionali denunciate all'Inail nel 2020, percentuale in crescita costante dal 2016. Fra queste, circa il 41% interessano la colonna vertebrale.
Ai vantaggi per il lavoratore, come il miglioramento del comfort della postazione di lavoro, la riduzione dell’affaticamento muscolare e, di conseguenza il miglioramento della qualità del lavoro svolto, si uniscono i benefici indiretti per l’intera società, a partire dalla tutela del benessere della forza lavoro da parte delle aziende.
L'esoscheletro passivo assicura un supporto posturale leggero, traspirante ed estremamente efficace, senza bisogno di impiegare batterie o motori elettrici, tuttavia una novità del mercato è rappresentata dagli esoscheletri attivi, i quali potendo contare su un sistema elettropneumatico, promettono una capacità di sollevamento fino a 5 kg per braccio. Ovviamente questo strumento necessita della presenza di una batteria ricaricabile per l’alimentazione, tuttavia appare con una vera e propria innovazione, in grado di ridurre la fatica degli operatori e conseguentemente aumentare la concentrazione di chi lo indossa.
Posti di lavoro e relativi processi ergonomicamente corretti sono, dunque, premesse indispensabili per garantire il benessere dei lavoratori. Se l’organizzazione del lavoro risponde alle capacità e alle esigenze dell’individuo, il sovraccarico fisico diminuisce e il lavoratore non si stanca in breve tempo. Inoltre, la sua motivazione aumenta. Tutti questi fattori influiscono positivamente sulla qualità, sulle prestazioni e sulla produttività.

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