Automazione logistica: quali KPI analizzare prima del progetto

Automazione logistica: quali KPI analizzare prima del progetto

Un progetto di automazione logistica può generare importanti benefici in termini di produttività, qualità del servizio e riduzione dei costi operativi. Tuttavia, prima di investire in nuove tecnologie, è fondamentale comprendere la situazione di partenza del magazzino attraverso un'analisi approfondita dei principali indicatori di performance.

Molte aziende avviano progetti di automazione perché percepiscono inefficienze operative, difficoltà nella gestione dei volumi o problemi legati alla crescita. Senza una misurazione accurata delle prestazioni attuali, però, diventa difficile capire quali processi automatizzare, quali benefici aspettarsi e come misurare il ritorno dell'investimento.

Per questo motivo, qualsiasi progetto dovrebbe partire da una fase di progettazione del magazzino e dall'analisi dei KPI che descrivono in modo oggettivo le prestazioni operative.

Perché i KPI sono fondamentali prima dell'automazione

I KPI logistici consentono di trasformare percezioni e impressioni in dati misurabili. Prima di introdurre sistemi automatici, magazzini automatici, AGV, AMR, trasportatori o nuove tecnologie di picking, è necessario comprendere quali siano i veri colli di bottiglia dell'organizzazione.

Analizzare i KPI permette di:

  • identificare le inefficienze operative;
  • individuare le attività a basso valore aggiunto;
  • misurare la produttività reale;
  • valutare la capacità disponibile;
  • definire obiettivi realistici di miglioramento;
  • misurare i risultati dopo l'implementazione.

Produttività del picking

Uno dei KPI più importanti riguarda la produttività delle attività di prelievo.

Il picking rappresenta spesso una delle attività più costose e labor-intensive del magazzino. Prima di valutare soluzioni di automazione è necessario conoscere:

  • righe prelevate per ora;
  • ordini preparati per turno;
  • tempo medio per missione di picking;
  • distanze percorse dagli operatori;
  • tempo dedicato agli spostamenti.

Questi dati consentono di capire se l'automazione possa realmente aumentare la produttività o se il problema risieda nel layout e nell'organizzazione delle attività.

Accuratezza delle operazioni

La qualità del servizio rappresenta un altro indicatore fondamentale.

Occorre misurare:

  • errori di picking;
  • errori di spedizione;
  • ordini incompleti;
  • resi dovuti a errori logistici;
  • non conformità rilevate dai clienti.

In molti casi l'automazione genera benefici importanti proprio grazie alla riduzione degli errori e delle attività correttive.

Lead time degli ordini

Il tempo di attraversamento dell'ordine misura il periodo che intercorre tra la ricezione dell'ordine e la sua spedizione.

Un lead time elevato può essere causato da:

  • processi inefficienti;
  • attese operative;
  • carenza di personale;
  • layout non ottimizzato;
  • saturazione delle aree operative.

L'automazione può ridurre significativamente questi tempi, ma è importante conoscere la situazione iniziale per stimare il miglioramento ottenibile.

Saturazione del magazzino

Molti progetti di automazione nascono dalla necessità di aumentare la capacità disponibile senza ampliare gli edifici.

Per questo motivo è essenziale monitorare:

  • occupazione delle ubicazioni;
  • saturazione volumetrica;
  • utilizzo delle altezze disponibili;
  • densità di stoccaggio;
  • occupazione delle aree di ricevimento e spedizione.

Spesso una revisione della configurazione logistica consente di recuperare capacità prima ancora di investire in nuove tecnologie.

Produttività della manodopera

Uno degli obiettivi più frequenti dell'automazione consiste nell'ottimizzare l'impiego delle risorse umane.

I KPI da analizzare includono:

  • ore lavorate per attività;
  • costo della manodopera per ordine;
  • produttività per operatore;
  • incidenza degli straordinari;
  • utilizzo effettivo delle risorse.

Questi dati consentono di valutare il reale potenziale di miglioramento economico.

Capacità di gestire i picchi di attività

Molti magazzini operano correttamente durante i periodi normali ma incontrano difficoltà nei momenti di picco.

È quindi utile misurare:

  • volumi medi giornalieri;
  • volumi massimi gestiti;
  • saturazione durante i picchi;
  • livello di servizio nei periodi di maggiore domanda;
  • necessità di personale temporaneo.

Queste informazioni aiutano a capire se l'automazione possa migliorare la scalabilità del sistema logistico.

KPI economici da monitorare

Ogni progetto di automazione deve essere supportato da un'analisi economica dettagliata.

KPI economicoCosa misuraUtilità
Costo per ordine Costo operativo unitario Valutazione risparmi futuri
Costo per riga preparata Efficienza del picking Misurazione produttività
Costo del personale Incidenza della manodopera Analisi ROI
Costo degli errori Impatto delle non conformità Valutazione benefici qualitativi

Il ruolo del miglioramento continuo prima dell'automazione

Prima di automatizzare è importante verificare se esistano opportunità di miglioramento organizzativo a basso costo.

Molte inefficienze derivano infatti da procedure non standardizzate, layout poco efficaci o modalità operative non ottimizzate.

Un percorso di miglioramento continuo consente di eliminare sprechi, ridurre attività non necessarie e preparare il magazzino all'introduzione delle tecnologie automatiche.

Automatizzare un processo inefficiente significa spesso trasferire le inefficienze all'interno di un sistema più costoso.

I KPI minimi da raccogliere prima del progetto

AreaKPI principali
Produttività Righe/ora, ordini/turno
Qualità Errori, resi, non conformità
Capacità Saturazione e utilizzo spazi
Economia Costo ordine, costo personale
Servizio Lead time e puntualità

Conclusioni

Prima di avviare qualsiasi progetto di automazione logistica, è fondamentale conoscere in modo approfondito le prestazioni attuali del magazzino. Analizzare i KPI corretti consente di individuare i veri colli di bottiglia, stimare i benefici attesi e costruire un business case solido.

Solo partendo da dati oggettivi e da una corretta progettazione dei processi è possibile scegliere le tecnologie più adatte e garantire che l'investimento produca risultati concreti nel lungo periodo.

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